Ne parlano tutti. Dovremmo parlarne di più!
Su www.repubblica.it do oggi, venerdì 28 aprile, si trova una galleria fotografica pesantissima: 26 foto di ragazzi italiani in divisa; tutti caduti in missioni umanitarie!
Siamo il terzo contingente straniero in terra d’Iraq dopo Americani e Inglesi(che fanno la parte degli eroi, salvatori del mondo); la Tv ci sta abituando a vedere la nostra bandiera distesa su una bara anziché sventolare su qualche pennone!?
Cosa significa missione umanitaria? E soprattutto, perché dei ragazzi alle 7 del mattino saltano in aria per un ordigno esplosivo piazzato proprio in mezzo alla strada?
Tra i giornali di oggi, il nostro “Diario” è andato a frugare tra le righe scritte da firme autorevoli di “Repubblica” e “Gazzetta dello Sport”.
Bernardo Valli sul quotidiano di Eugenio Scalari, scrive di una zona, quella sud(dove si trova Nasiriyah), relativamente tranquilla(a paragone con il centro dove a partire da Bagdad, regna il terrorismo) con il solo problema(che poi tanto “solo” e “piccolo” non è!) di una popolazione(gli Sciiti, ndr.) frantumata in tribù e milizie, probabilmente guidate da agguerriti partiti locali. Vernazza sulla “Rosea” entra nella triste storia di questa località ormai nefasta e la inserisce nella nostra italianissima “geografia del dolore”.
Uno che cerca di associare in qualche modo la tragedia con un qualche senso sportivo alla ricerca di pace è Gian Luca Pasini. Il bravissimo giornalista della “Gazzetta” traccia un parallelo fra l’infame attentato(alle 6.50 del mattino in Iraq) ed una corsa specialissima che vede protagonisti Israeliani, Palestinesi ed Italiani su un tracciato che unisce Gerusalemme e Betlemme(per la cronaca il via è stato dato alle 7.30; quindi a distanza di soli 40 minuti dall’altro “tragico” evento della giornata).
Come Gian Luca anche noi dell’Ulysse associamo(tra le poche righe del “Diario” di oggi) Nasiriyah a qualcosa di diverso e sicuramente meno grave ed importante(per il mondo che sta al di fuori del nostro Centro Wellness). Non è mancanza di rispetto parlare di corsi di fitness, di nuoto, di massaggi e terme. Non lo è perché queste cose, dalle 7 del mattino alle 10 di sera rappresentano la nostra vita ed il nostro lavoro. Non si ignora che ragazzi innocenti hanno perso la vita così barbaramente; noi non lo facciamo!
Ci portiamo dentro il dolore e la consapevolezza che qualcosa di serio, laggiù proprio non va.
Noi del Team-Ulysse possiamo fare ben poco; possiamo solo dedicare ai ragazzi caduti ed ai loro cari, tutto l’impegno e l’onestà che metteremo oggi nel nostro lavoro; per farlo bene e soprattutto per fare bene.
Se tutti agissero onestamente(e poco importa che lavoro si fa), chissà, forse dal mondo vedremmo arrivare meno notizie come quelle di Nasiriya, e tante persone in più potrebbero leggere di cure termali, corsi di aerobica, di nuoto e così via……
Oggi 28 aprile
Dal Diario di Bordo di Ulysse
S.S.